ESTATE E LAVORATORI OUTDOOR. QUALI RISCHI?

By : consup 15 Aprile 2021

Le attività lavorative outdoor interessano tutti i lavoratori che svolgono il proprio lavoro prevalentemente all’aperto. I settori maggiormente a rischio sono:

  • Edilizia
  • Cantieristica stradale
  • Agricoltura, attività forestali e manutenzione aree verdi
  • Cave e miniere a cielo aperto
  • Pesca, stabilimenti balneari e piscine all’aperto
  • Sport all’aperto e settore turistico

MA QUALI SONO I RISCHI PER QUESTI LAVORATORI?

I lavoratori che svolgono attività lavorative all’aperto sono esposti a radiazione ultravioletta solare e condizioni meteo estreme.

La “radiazione solare” è oggi classificata dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) nel GRUPPO 1 di cancerogenesi e cioè con sufficiente evidenza di cancerogenicità per l’uomo.
L’eccessiva esposizione al sole non adeguatamente protetti può provocare diverse malattie della pelle (tumori come carcinomi e melanomi, eritemi, cheratosi, ecc..) e danneggiare gli occhi (congiuntiviti, retinopatie, cataratta, ecc..).

Il D.Lgs 81/08 s.m.i. Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro ci dice all’art. 28 comma 1 che la valutazione dei rischi “deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. Il Datore di Lavoro, quindi, dovrà identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione facendo particolare riferimento alle norme di buona tecnica e alle buone prassi.

L’intensità della radiazione ultravioletta solare giornalmente viene predetta dall’indice UV: è un indice che si basa sulla posizione del sole, sulla nuvolosità prevista, sull’altitudine, sui dati dell’ozono. La scala dell’indice UV va da un minimo di 1 ad un massimo di 12: più l’indice è alto, più forte è l’intensità degli UV.

Un altro rischio importante per i lavoratori che svolgono attività all’aperto sono le condizioni climatiche estreme (freddo, caldo, grandine, fulmini, ecc). Nel periodo estivo assume particolare rilevanza il rischio legato al caldo e alle ondate di calore. Un’esposizione non controllata può portare ad affaticamento, crampi muscolari, esaurimento fisico, colpo di calore. Nelle forme più gravi si può arrivare alla morte.
Il D.Lgs. 81/2008 s.m.i. riconosce il microclima come agente di rischio fisico, ai sensi dell’art. 180 che definisce tali agenti e ne individua il campo di applicazione, rendendone obbligatoria la valutazione dei rischi.

COME PUOI PREVENIRE I RISCHI PER IL TUO LAVORATORE OUTDOOR?

Le misure di prevenzione e protezione dalla radiazione solare devono essere messe in atto in tutte le stagioni dell’anno, soprattutto se il valore dell’UV index è superiore a 2. Anche quando il cielo è nuvoloso vi è esposizione alla radiazione solare UV, infatti le nuvole non sono in grado di bloccare il passaggio dei raggi ultravioletti. Vento e nuvole, riducendo la sensazione del calore del sole sulla pelle, possono indurre a pensare che non vi sia rischio di scottature; in realtà questo non è vero, pertanto bisogna proteggersi anche in queste situazioni.
Le principali misure da mettere in atto, valutati i rischi, possono essere:

  • Evitare l’attività all’aperto nelle ore centrali della giornata o prevedere pause da trascorrere in zone ombreggiate;
  • Rotazione dei turni di lavoro;
  • Creazione di zone d’ombra (ombrelloni, gazebo, teli ombreggianti, ecc.);
  • Uso di indumenti protettivi e cappelli a falda protettiva per volto e collo;
  • Uso di occhiali da sole o DPI oculari adeguati;
  • Uso di creme solari;
  • Formazione ed informazione sul rischio;

La prevenzione e protezione per il rischio da calore durante il lavoro all’aperto passa sempre attraverso la redazione di specifiche procedure di lavoro. Nel redigere la procedura si terranno in considerazione gli esiti delle valutazioni del rischio (Valutazione Stress Termico mediante calcolo della sollecitazione termica prevedibile (PHS)).
Le principali misure da mettere in atto per prevenire lo stress da calore possono essere:

  • Disporre sul luogo di lavoro all’aperto di un termoigrometro (temperatura e umidità dell’aria);
  • Informare e formare i lavoratori sulle procedure da adottare;
  • Rendere disponibili: acqua potabile con eventuale aggiunta di sali minerali; acqua per il rinfrescamento dei lavoratori durante le pause, aree ombreggiate per pause;
  • Programmare i lavori più faticosi in orari con temperature favorevoli;
  • Definire le condizioni limite per l’effettuazione delle differenti attività̀ prevedendo specifiche tutele per i soggetti sensibili;
  • Evitare sempre esposizioni di durata prossima al tempo massimo calcolato con il metodo phs, e comunque evitare lo svolgimento dell’attività̀ quando la durata limite dell’esposizione calcolata (tempo massimo) risulta inferiore a 30 minuti.

DALL’INNOVAZIONE UN AIUTO PER PREVENIRE IL RISCHIO

Sono in fase di sviluppo utili strumenti innovativi e digitali, sia per il rischio da radiazione solare che per il rischio da caldo. Questi strumenti consentiranno di avere indicazioni immediate sulle condizioni climatiche e UVI della giornata, in relazione alla persona e al luogo di lavoro, di valutare la situazione ed eventualmente decidere un riadattamento o modifica “in corso d’opera” delle attività lavorative. Questi strumenti non sostituiranno la valutazione del rischio, ma si affiancheranno ad essa.
Questi strumenti sono:

  • App “Sole Sicuro” (ancora in versione beta), sviluppata dal Laboratorio di sanità pubblica -Agenti Fisici, in collaborazione con ISPRO e con il UF PISLL della ASL Area Vasta Nord Zona Versilia Ovest.
  • Progetto WORKLIMATE, condotto da CNR ed INAIL, il cui obiettivo è quello di individuare strategie di intervento per ridurre il rischio da caldo per il settore occupazionale. Uno degli obiettivi del progetto è la realizzazione di una piattaforma previsionale web di allerta da caldo per i lavoratori, integrata da una applicazione mobile, con previsioni personalizzate (web app) sulla base delle caratteristiche personali dei lavoratori (altezza, peso, attività fisica svolta, tipo di vestiario indossato) e dell’ambiente di lavoro (esposti al sole o in zone d’ombra).
  • Progetto europeo HEAT-SHIELD (ancora in corso) che ha lo scopo di individuare soluzioni tecnologiche innovative, misure preventive e linee guida comportamentali specifiche per i lavoratori e finalizzate alla tutela della loro salute dai rischi connessi alle elevate temperature. Questo progetto ha visto la realizzazione di una piattaforma personalizzata di allerta da caldo HEAT-SHIELD valida per circa 1800 località europee: registrandosi alla piattaforma e inserendo i dati richiesti si ottiene un indicazione dei livelli di rischio da caldo.

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