COS’È IL GREEN PASS, COME FUNZIONA E COME SI È ESPRESSO IL GARANTE PER LA PRIVACY IN MERITO?
QUALI RIPERCUSSIONI SUGLI OPERATORI TURISTICI?

By : consup 11 Giugno 2021

Ufficialmente è chiamato «certificazione verde» ed è stato introdotto dal decreto anti-Covid del 22 aprile 2021, modificato in seguito dal decreto del 18 maggio. La finalità era legata allo spostamento in entrata e uscita dalle Regioni in fascia arancione o rossa (anche se attualmente la situazione si è normalizzata). Anticipiamo che questo documento verrà soppiantato in luglio dal cosiddetto «Digital Covid Certificate», un analogo certificato ideato dall’Ue per consentire la libertà di movimento all’interno dell’area comunitaria. È del 9 giugno la notizia del completamento del lavoro legislativo sul documento da parte degli eurodeputati. Il testo, approvato con ampia maggioranza (546 voti a favore, 93 contrari e 51 astenuti), dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio, convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue per entrare in vigore: sarà applicato immediatamente a partire dal primo luglio 2021 e per i 12 mesi seguenti.

Chi ha diritto al «Digital Covid Certificate» e quanto durerà

Il certificato, rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali (l’ente che vaccina, l’ospedale dove si è stati curati o il laboratorio che ha effettuato il tampone), sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Formalmente si tratta di tre certificati distinti, a seconda che il documento attesti che la persona sia stata vaccinata o abbia effettuato un test recente con esito negativo o che sia guarita dall’infezione. Il Digita Covid Certificate durerà:

  • per i vaccinati, 9 mesi, a partire dal quattordicesimo giorno dall’iniezione;
  • per i guariti dal Covid, 6 mesi;
  • per chi si è sottoposto a tampone, con risultato negativo, avrà libertà di circolazione per 48 ore;

Tecnologia e privacy

Il Qr code consentirà di identificare la certificazione, che sarà leggibile automaticamente ai varchi di frontiera o degli aeroporti, ed in cui sarà possibile visualizzare solo il codice identificativo della vaccinazione o del test negativo, oltre al nome e cognome del titolare del certificato e la sua data di nascita. I dati sanitari resteranno conservati e protetti nel Paese d’origine: sarà salva la privacy e non ci sarà un data-base europeo. I Green Pass emessi dal singolo Paese verranno inseriti nel Gateway, la piattaforma comunitaria che raccoglie i dati di tutti i certificati.

Cos’è il Green Pass italiano?

È un certificato in cui viene dichiarato di essere stati vaccinati o di essere guariti dal Covid-19 o di essere sottoposti a tampone il cui esito è negativo. Oltre a consentire lo spostamento tra regioni, il green pass è necessario per andare a visitare gli anziani nelle Rsa e per partecipare a feste e matrimoni dal 15 giugno nelle regioni in zona gialla e dal 31 maggio in quelle a fascia bianca. È possibile che in futuro venga richiesto per consentire la partecipazione a discoteche, concerti, convegni ed eventi in genere con capienza maggiore di quella consentita fino ad oggi, cioè fino ad un massimo di mille spettatori in impianti all’aperto e fino a 500 al chiuso.

Dove è valido?

Il certificato verde viene rilasciato in ambito regionale ed è valido solo sul territorio nazionale, fino all’entrata in vigore del Digital Green Certificate, che verrà invece emesso da una piattaforma nazionale, alimentata con i dati trasmessi dalle Regioni. Attualmente, indipendentemente dalla vaccinazione fatta o dalla guarigione dal Covid, per entrare in Italia è necessario:

  • tampone negativo, 48 ore prima della partenza;
  • 10 giorni di quarantena all’arrivo, se si proviene dai Paesi extra Ue (dal 16 maggio è stata abolita per chi proviene dai paesi Ue e dall’area Shenghen, oltre che dalla Gran Bretagna e da Israele);

Per chi deve andare all’estero dovrà consultare le disposizioni in vigore nel paese di destinazione, poiché ogni paese ha le proprie regole, diverse anche all’interno dell’Unione europea. Resta valida pertanto la regola generale del tampone da effettuasi prima della partenza.

Chi rilascia il green pass?

Per i vaccinati «la certificazione è rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione».
Per i guariti dal Covid la certificazione verde è rilasciata «in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, oppure, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta». Va precisato che la certificazione verde viene rilasciata a chi è vaccinato almeno da 15 giorni (anche con una dose), a chi è guarito dal covid-19 e a chi ha effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti.

Quando entra in vigore il green pass?

Il certificato è già in vigore e quelli rilasciati fino ad oggi (di avvenuta vaccinazione, guarigione dal Covid ecc.) hanno valore di green pass nazionale. La struttura sanitaria, anche tramite i sistemi informativi regionali, provvede a rendere disponibile la certificazione nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato.

La frenata del Garante della Privacy

Il governo non ha coinvolto il Garante durante la stesura del decreto-legge che introduce il green pass italiano e questo ha generato una situazione che appare lacunosa su vari aspetti formali ed esecutivi perché mancano molte indicazioni sulle corrette modalità di conservazione e trattamento dei dati. Il garante della privacy Pasquale Stanzione ha mosso infatti diverse critiche alla norma che regolamenta il green pass, affermando che questa “presenta varie carenze” che non garantirebbero la riservatezza. Il Garante ha specificato che occorre «introdurre una precisazione che escluda l’utilizzo dei pass per finalità diverse da quelle espressamente previste dal decreto legge». Il timore è che le regioni possano applicare le norme estendendone l’ambito con iniziative locali che potrebbero violare la normativa privacy.

A tal proposito il Garante ha inviato un avvertimento formale alla Regione Campania per aver emanato un’ordinanza (n.17 del 6 maggio 2021), in cui viene dato mandato all’unità di crisi regionale di predisporre facilitazioni all’accesso dei sevizi (alberghieri, turistici, wedding, spettacoli, trasporti) per i cittadini in possesso di una certificazione che attesta il completamento della vaccinazione. La stessa vaccinazione consente l’accesso dei visitatori alle RSA. Il green pass della Regione Campania è una “smart card” simile alla tessera sanitaria, che riporta i dati del cittadino e la data di vaccinazione. Il Garante ha inviato un avvertimento formale alla Regione Campania per evidenziare che la certificazione non rispetta la normativa sulla privacy. «In base all’istruttoria avviata dal Garante è emerso che l’iniziativa è priva di una idonea base giuridica. Disposizioni di questa natura, che condizionano diritti e libertà personali sono ammissibili, infatti, solo se previsti da una idonea normativa nazionale e non da un’ordinanza regionale».

In riferimento alla norma che regolamenta il green pass, il Garante ha precisato che occorre indicare il titolare del trattamento dei dati, non solo per trasparenza, ma anche per consentire ai cittadini di esercitare le azioni a propria tutela; ed ha aggiunto: «è superflua l’indicazione del numero di dosi di vaccino o del tipo di vaccino, ma anche la previsione di modelli di certificazioni verdi diversi a seconda della condizione (vaccinazione, guarigione, test negativo) in virtù’ della quale esse sono rilasciate». E’ sufficiente – secondo il Garante – indicare la scadenza del pass, che agisce «come un semaforo verde, senza specificare e fornire dati sensibili». Infine ha precisato che sarà necessario un coordinamento con il contributo del Garante.

Nel frattempo la normativa di dettaglio del certificato nazionale sarà esplicata con un dpcm, che dovrebbe introdurre tutte le garanzie per la protezione dei dati personali.

Ripercussioni sugli operatori turistici

Il Garante della Privacy ha spiegato che il certificato deve valere solo per gli spostamenti e non per entrare in luoghi chiusi, come i locali pubblici. La reazione della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) è stata immediata: si tratta di un atto burocratico che non aiuta nessuno e invita a trovare soluzioni d’emergenza.
In questi giorni il green pass sta guastando il sonno anche agli operatori turistici sul Garda, che lo vedono come una complicazione proprio ora che i turisti, anche stranieri e soprattutto tedeschi, stanno già tornando sul lago. Tuttavia abbiamo un paio di considerazione da fare:

  • il green pass risulterà di sicuro uno strumento utile che può aiutare a snellire o evitare i controlli, cosa non di poco conto;
  • la maggior parte dei turisti che arriva dall’estero è vaccinata e, nonostante i protocolli pandemici, da giorni sulla riviera del Garda si vedono diversi tedeschi, sintomo che la ripresa sta già avvenendo e sarà consistente.

Ad oggi l’unica regione italiana che consentirà l’accesso solo se si è in possesso del green pass è la Sardegna ed è anche la sola che continua a mantenere misure più restrittive rispetto alle norme nazionali, che invece prevedono spostamenti liberi tra regioni gialle o bianche.
In generale prevale un senso di scetticismo e ritrosia, specialmente da parte delle categorie rappresentanti degli operatori turistici.

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